Specialista in Idrologia Medica
Master Universitario II Livello Medicina Estetica
Membro Comitato Scientifico Agorà Milano
Docente in Medicina Estetica al Master Università di Pavia
Socio FMSI nr. 15777

ALIMENTAZIONE

Non significa alimentazione austera e sgradevole ma alimentazione sana ed equilibrata essenziale per la conservazione di un Buono Stato di Salute. Un regime alimentare basato sulla corretta assunzione di cibo in termini quantitativi e qualitativi corrisponde a un Regime Alimentare Equilibrato.'Siamo quello che mangiamo' Un regime dietetico a contenuto calorico inferiore al fabbisogno è Ipocalorico, al contrario un regime dietetico a contenuto calorico superiore al fabbisogno è Ipercalorico. Saltare i pasti è un sacrificio inutile. Con gli alimenti introduciamo Energia e Principi nutritivi. L'energia in eccesso viene trasformata in grasso ed accumulata. Dieta non significa sottrarre cibo all'alimentazione ma modo di vivere, mangiare, dormire, muoversi e quanto altro caratterizzi lo stile di vita. Un regime dietetico deve essere motivante, facile da seguire, dotato di potere saziante, deve prevedere 3 pasti e 2 spuntini al dì ed adattarsi il più possibile alle esigenze del singolo individuo. Il fabbisogno proteico per chi non pratica sport prevede 1gr x Kg di peso corporeo ideale di proteine al giorno quantità sufficiente al mantenimento delle strutture muscolari senza che si verifichino perdite, il fabbisogno proteico aumenta ogni volta che l'organismo si trova nelle condizioni di dover creare nuove strutture proteiche. Il fabbisogno proteico per chi pratica sport prevede 1,5-2gr x Kg di peso corporeo ideale di proteine al giorno. Lo sportivo necessita di un quantitativo maggiore di proteine per favorire la crescita o la semplice ricostruzione dei tessuti. Tutti gli alimenti non sono composti esclusivamente da proteine ma contengono anche carboidrati, grassi, colesterolo e purine oltre che essere carenti di alcuni aminoacidi essenziali e presentare difficoltà digestive. Le Proteine una volta ingerite vengono scomposte nello stomaco per mezzo di alcuni enzimi, poi ulteriormente digerite e assorbite nell'intestino si trasformano in aminoacidi per entrare in fine in circolo.
Permette di valutare l'effettiva 'composizione corporea' di un soggetto, al fine di monitorare i risultati di un programma dietetico o di un'attività fisica. Tra i metodi più attendibili e all'avanguardia. Il peso è dato dalla somma di quantità (Kg) di grasso, quantità (Kg) di muscoli, litri di acqua, organi tessuti, capelli ed annessi cutanei. Il grasso corporeo ha una bassa densità ed occupa un elevato volume, viene utilizzato dall'organismo umano come riserva di energia e non richiede calorie per conservarsi; Al contrario, la massa muscolare vanta una elevata densità corporea, occupa meno volume del grasso e, per mantenersi al top, necessita di un'elevata dose di proteine. Ne consegue che tra due individui a parità di peso, una persona può essere obesa l'altra tonica e muscolosa. Da qui l'importanza di valutare la specifica 'composizione corporea' di un soggetto. L'esame che permette la valutazione della composizine corporea od impedenziometria, misura l'impedenza (o bioresistenza) incontrata nel corpo in seguito al passaggio di una corrente impercettibile ed innocua di bassa intensità. Dopo aver fatto distendere il paziente sul lettino, il medico applica degli elettrodi sul polso destro e sulla caviglia di destra, questi sono a loro volta collegati, mediante cavetti, all'impedeziometro. Si inseriscono i dati del paziente (sesso, età, peso ed altezza) e si attende qualche secondo per avere i risultati attuali e quelli ideali. E' importante che il soggetto in esame sia a digiuno da 4 ore, non abbia assunto alcoolici nelle 24 ore prima ed evitato sforzi od allenamenti sempre nelle 24 ore precedenti. Precisamente, l'impedenziometria monitorizza i seguenti parametri: chili e percentuali (reale e ideale) rispettivamente di grasso e massa muscolare, metabolismo basale, acqua corporea, indice di ritenzione e peso auspicabile.
Esiste un rapporto ben preciso tra pelle e alimentazione. Come tutte le cellule, anche i cheratinociti della pelle, per potersi dividere e maturare, dipendono dalle sostanze nutritive che si assumono con l'alimentazione. E' necessario, pertanto, fornire alla pelle i nutrienti essenziali di cui ha bisogno - come acqua, energia, vitamine, sali minerali e proteine di alta qualità - e che contribuiscono a mantenerla sana il più a lungo, ritardando, così, il processo di invecchiamento. A questo punto c'è bisogno di un approccio diverso e più innovativo. Un concetto che unisca la dermatologia alla nutrizione per una migliore la salute della nostra pelle. Contro stress, insonnia, raggi UV, freddo, cambiamenti ormonali e invecchiamento, la cura della pelle deve basarsi su un programma di trattamento globale. La nostra pelle deve essere aiutata sia da 'fuori' che da 'dentro'. E' importante saper gestire una corretta alimentazione nel contesto di un benessere generale, al fine di ottenere maggiori risultati. Rilevante è la relazione esistente fra corretta alimentazione e benessere della pelle mediante l'integrazione che contrasta l'invecchiamento cellulare in associazione ai cosmoceutici. La dietoterapia e l'uso di integratori specifici oltre che di sostanze adatte a risolvere e prevenire i problemi della pelle, è basilare. La cura completa della pelle deve avvenire oltre che dall'esterno, mediante cosmetici, anche dall'interno mediante corretto apporto nutrizionale. L'apporto dall'interno è indispensabile per riequilibrare la capacità barriera cutanea, mantenendo ideale il grado di idratazione e il potere antiossidante della pelle mediante l'apporto sistemico, si avvale di Alimentazione e di Integratori alimentari. Una dieta ottimale deve fornire i componenti necessari e coprire il fabbisogno energetico questo include: la necessità di riparare i tessuti, provvedere alla resintesi di alcune macromolecole e consentire l'accrescimento. Tutti i nutrienti che troviamo negli alimenti sono utilizzati dall'organismo per garantire il funzionamento del nostro corpo. Attraverso una serie di trasformazioni biochimiche, infatti, riusciamo a produrre energia, rinnovare e conservare i tessuti, digerire i cibi, in pratica, a vivere. Gli integratori alimentari non sono altro che i normali nutrienti, comunemente presenti nel cibo che consumiamo, selezionati e concentrati industrialmente allo scopo di consentire più facilmente la copertura del fabbisogno giornaliero. Un integratore alimentare diventa utile quando ciò che mangiamo non è in grado di soddisfare il fabbisogno di alcuni nutrienti specifici necessari all'organismo per poter funzionare regolarmente. La pelle aiutata anche "dall'interno" permette di risolvere le problematiche del derma e dell'epidermide mediante un programma globale di cura e prevenzione.
Definita anche dieta ingrassante, può sembrare un vero e proprio paradosso a tutti coloro che, erroneamente, associano il termine dieta solo al concetto di dimagrimento. Esistono anche persone che odiano la bilancia perché non riescono a far salire l'ago verso un peso più consistente. Ad esempio coloro che sono interessati incrementare il volume dei muscoli devono seguire una specifica dieta per la massa muscolare che prevede un forte incremento delle calorie. Quando si parla di magrezza è importante distinguere tra un tipo di magrezza costituzionale che accompagna il soggetto fin dall'età adolescenziale, ed è spesso legata a fattori genetici ereditari, ed una magrezza invece che sopraggiunge in un dato momento della vita del soggetto e che potrebbe essere definita patologica in quanto nella maggior parte dei casi è legata a particolari problemi fisici come l'ipertiroidismo, il verme solitario, o anche a disturbi alimentari , come l'anoressia. E' importante chiarire che sebbene lo scopo di una dieta ipercalorica sia proprio quello di fornire all'organismo più caloriedi quanto questo riesca bruciarne nell'arco della giornata per riuscire a creare delle riserve, non è affatto vero che per raggiungere questo obbiettivo è sconsigliato praticare attività fisica. Fare sport comporta un maggior dispendio energetico, se non si facesse attività fisica l'organismo accumulerebbe le calorie soprattutto sotto forma di massa grassa, mentre se durante la dieta ipercalorica si svolge comunque un po' di equilibrata attività fisica, l'organismo sarà incentivato alla formazione di muscoli, ovvero massa magra.
DIETA IPERPROTEICA torna indietro Particolare regime alimentare caratterizzato da un ridotto consumo di carboidrati abbinato ad un elevato apporto di proteine. Le proteine o protidi (dal greco proteios, "primario") comprendono un ampio gruppo di composti organici formati da sequenze di aminoacidi legate tra loro attraverso legami peptidici. La principale funzione delle proteine è quella di rifornire i tessuti degli aminoacidi necessari per i processi di rinnovamento cellulare (funzione plastica). Hanno in particolari condizioni anche funzione energetica, ma in una alimentazione bilanciata questo ruolo è marginale. Tale processo è invece attivo durante il digiuno prolungato o nel bel mezzo di un'attività fisica impegnativa di lunga durata. In entrambi i casi gli aminoacidi a catena ramificata (leucina, isoleucina, valina) vengono degradati a scopi energetici. L'apporto proteico giornaliero è di circa 1-1,2 g di proteine per Kg di peso corporeo. Al fine di garantire la corretta funzionalità dell'organismo e proteggerlo da alcune malattie queste proteine dovrebbero derivare per i 2/3 da prodotti di origine animale e per 1/3 da prodotti di origine vegetale (legumi). I legumi sono infatti alimenti ricchi di fibre e vitamine che regolano la funzionalità intestinale proteggendo al tempo stesso l'organismo dalle tossine e dai residui chimici, spesso contenuti nella carne. La dieta iperproteica prevede invece apporti nettamente superiori nell'ordine di 1,8-2,2 g/Kg. Una dieta ricca di proteine mantiene costanti i livelli di insulina, aumenta il metabolismo basale, stimola la lipolisi ossia il dimagrimento e blocca la litogenesi cioè la formazione di grasso. Una dieta iperproteica favorisce la secrezione di ormoni anabolici come il testosterone ed il GH. Tale effetto è importante soprattutto per chi pratica sport di potenza (rugby, sollevamento pesi, gare di sprint, culturismo ecc.). Per tutelare la propria salute è importante che il concetto non venga portato agli estremi. Tutte le diete che estremizzano un determinato concetto nascondono risvolti negativi. Per questo è importante prima di intraprendere un tale regime dietetico rivolgersi ad un medico specializzato per accertarsi che non ci siano controindicazioni. La dieta iperproteica è controindicata soprattutto in caso di problemi epatici e renali (insufficienza renale, nefropatia diabetica ecc.), non è adatta a chi pratica sport di resistenza come la corsa o il ciclismo. Vantaggi delle dieta iperproteica: Rapida perdita di peso, Assenza di fame a partire dal 3° giorno grazie alla chetogenesi, Maggior tono muscolare , rinforzato dalla chetogenesi, Scioglimento dei grassi (lipolisi), silhouette armoniosa, Mantenimento del tono muscolare,Assenza dell'effetto iò-iò, Benessere ritrovato e miglioramento della linea, Pelle splendente : mantenimento della sua consistenza grazie alle proteine e alle vitamine.
Consiste sostanzialmente nel diminuire la quantità di calorie assunte giornalmente, mantenendo una dieta ragionevolmente equilibrata. Soprattutto se i chili di troppo sono molti. E' una dieta non molto impegnativa ma di lunga durata, definita una dieta blanda quando copre i 2/3 del fabbisogno calorico quotidiano, non dà risultati eclatanti e risposte miracolose, ma risultati duraturi nel tempo, deve essere eseguita per vari mesi (a seconda dei chili che si vuole perdere). Grande varietà di cibi consentiti, libertà di mangiare abbastanza secondo i propri gusti, con tre pasti sostanziosi. Tutto sommato è una dieta che si basa sulla moderazione e sul senso di responsabilità, una dieta che costituisce anche un'ottima educazione alimentare, e che può diventare (con qualche arricchimento) una dieta di mantenimento.
Rivolta a chi ha difficoltà a dimagrire con le diete tradizionali e ha bisogno di velocizzare il proprio metabolismo. Dimagrire può essere difficile a causa del metabolismo, l'insieme dei processi di trasformazione dei nutrienti in energia. In alcune persone quest'attività è più lenta del normale: gli zuccheri e i grassi vengono elaborati e smaltiti con un processo rallentato. Ma ci sono alcuni cibi che, opportunamente inseriti in una dieta ipocalorica, possono interferire positivamente con questo meccanismo. Sono alcuni alimenti proteici come carne, pesce, uova, alcuni tipi di frutta e verdura, il caffè. II metabolismo è l'insieme dei processi chimico-fisici che trasformano il cibo in energia, necessaria per il funzionamento dell'organismo. Può essere considerato l'artefice del peso corporeo: se accelera si dimagrisce, se rallenta si ingrassa. E' la ghiandola tiroide (situata nella parte inferiore del collo) a produrre gli ormoni che regolano l'intensità del metabolismo, cioè il modo e la velocità con cui l'organismo utilizza le sostanze assunte per produrre energia. Per questo di fronte a ingiustificati e significativi cambiamenti di peso bisognerebbe controllare la funzionalità con un semplice esame del sangue che si chiama dosaggio degli ormoni tiroidei. Il processo metabolico comprende due fasi opposte che si succedono e si sovrappongono continuamente: la fase anabolica durante la quale si formano sostanze complesse a partire da sostanze più semplici, per immagazzinare materiale di riserva energetico; la fase catabolica, che scinde i materiali di riserva in sostanze più semplici per produrre energia, eliminando gli scarti di questo processo attraverso i reni, l'intestino, la cute, i polmoni. II metabolismo può essere suddiviso in tre categorie: normale o neutro, veloce e lento. Nel primo caso la persona non soffre di particolari disturbi, i suoi processi biochimici sono equilibrati, è normopeso; nel secondo caso, invece, le reazioni energetiche si svolgono troppo rapidamente: zuccheri e grassi vengono bruciati molto in fretta. E' il caso delle persone eccessivamente magre e scattanti, spesso irrequiete e nervose. Chi ha il metabolismo lento, invece, brucia zuccheri e grassi più lentamente del normale, ha quindi qualche chilo di troppo, una certa tendenza al gonfiore, può avvertire sensazione di spossatezza nell'arco della giornata e presenta un ritmo cardiaco e respiratorio lento. Per avere un'ulteriore conferma di come funziona il proprio metabolismo ci si può sottoporre ad alcuni esami. Il test che misura il metabolismo basale, cioè esprime la quantità di energia necessaria per far funzionare l'organismo a riposo (permettendogli quindi di respirare e di mantenere attive tutte le altre funzioni vitali). Chi ha un metabolismo veloce utilizzerà più energia anche o riposo, viceversa chi lo ha lento avrà valori inferiori a quelli considerati standard. Spesso, quando ci si accorge che pur mangiando poco non si dimagrisce, si diminuiscono ulteriormente le calorie. Questa soluzione non è sana è nemmeno utile. Quando il corpo umano riceve poco cibo, reagisce come quello degli animali che vanno in letargo: rallenta i processi fisiologici e diminuisce i consumi calorici attraverso il rallentamento del metabolismo. Il che si verifica proprio quando si seguono diete drastiche, che forniscono soltanto 700-800 calorie al giorno e che finiscono per provocare un rallentamento metabolico anche del 20 per cento. Ecco perché eccessive restrizioni caloriche producono l'effetto opposto a quello che si vuole ottenere: si tende a ingrassare più facilmente. Per rendere attivo ed efficiente il metabolismo è anche importante il numero dei pasti consumati nella giornata: più questo è alto, maggiore è l'effetto acceleratore. E'stato osservato infatti che le calorie quotidiane divise in 4 o 5 pasti, anziché in 2 o 3, provochino un aumento del livello di combustione calorica e quindi di consumo di energia pari all'1-1,5%.
Le condizioni di malattia posso essere trattate efficamente con una dieta adeguata. Il supporto dietetico-nutrizionale può contribuire alla guarigione e favorire una diminuzione dei farmaci assunti in molte patologie. Anche per le situazioni croniche l'adesione ad una dieta ottimale formulata appositamente offre la possibilità di ridurre gli effetti negativi della patologia. Pertanto, l'alimentazione, per le condizioni patologiche che lo richiedono, può essere parte della cura e contribuisce al miglioramento dello stato di salute dell'individuo.
Permette di valutare l'effettiva 'composizione corporea' di un soggetto, al fine di monitorare i risultati di un programma dietetico o di un'attività fisica. Tra i metodi più attendibili e all'avanguardia.

Il peso?
Non basta per valutare lo stato di salute di una persona o la sua forma fisica. Il peso è dato dalla somma di quantità di grasso, muscoli, acqua, organi tessuti, capelli, annessi cutanei. Il grasso corporeo, in particolare, ha una bassa densità ed occupa un elevato volume, viene utilizzato dall'organismo umano come riserva di energia e non richiede calorie per conservarsi. Al contrario, la massa muscolare vanta una elevata densità corporea, occupa meno volume del grasso e, per mantenersi al top, necessita di un'elevata dose di proteine. Ne consegue che, a parità di peso, una persona può essere obesa oppure tonica e muscolosa. Da qui l'importanza di valutare la specifica 'composizione corporea' di un soggetto.

Come funziona?
L'esame, misura l'impedenza (o bioresistenza) incontrata nel corpo in seguito al passaggio di una corrente impercettibile ed innocua di bassa intensità. Dopo aver fatto distendere il paziente sul lettino, il medico applica degli elettrodi sul polso e la caviglia di destra, che sono a loro volta collegati, mediante cavetti, allo strumento. Si inseriscono i dati del paziente (sesso, età, peso ed altezza) e si attende qualche secondo per avere i risultati. E' importante che il soggetto in esame sia a digiuno da 4 ore, non abbia assunto alcoolici nelle 24 ore prima ed evitato sforzi od allenamenti sempre nelle 24 ore precedenti. Precisamente, l'impedenziometria monitorizza i seguenti parametri: chili e percentuali (reale e ideale) rispettivamente di grasso e massa muscolare, metabolismo basale, acqua corporea, indice di ritenzione e peso auspicabile.
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